La Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Napoli è lEnte produttore e conservatore dei fondi documentali afferenti allarchivio storico.
Nelle righe che seguono si rende conto del profilo istituzionale, delle funzioni e dei compiti dellEnte nel periodo compreso tra il 1808 e il 1944, per consentire una più agevole interpretazione delle fonti archivistiche prodotte nel corso dello svolgimento delle attività camerali.
La Camera napoletana ha assunto, nel corso di due secoli, diverse configurazioni: alloriginario organismo preunitario caratterizzato da funzioni consultive -seppur nelle diverse vesti napoleonica e borbonica - subentra, con lUnità dItalia, unistituzione che raccoglie e fa confluire in un modello unico, da diffondere sullintero territorio nazionale, retaggi e caratteristiche dei diversi organismi preunitari, anche se con elementi di novità.
Le principali attribuzioni delle Camere postunitarie, nate «per rappresentare presso il Governo e per promuovere gli interessi commerciali ed industriali», riguardano la formulazione di proposte per lo sviluppo dei traffici, delle arti e delle manifatture; la redazione annuale di relazioni statistiche ed economiche; la compilazione, a richiesta dei tribunali, dei ruoli dei periti per le materie commerciali; lamministrazione delle borse di commercio. Da un punto di vista organizzativo le camere sono enti elettivi dotati di un presidente e di un vice presidente scelti con procedimento elettivo per iscruttinio segreto ed a maggioranza assoluta. Il Presidente è il rappresentante legale dellEnte, ne dirige lamministrazione, convoca e presiede le adunanze.
Le camere di commercio, benché dotate di un certo margine di autonomia, sono soggette al controllo governativo che si esplicita, ad esempio, nella valutazione e nellapprovazione dei bilanci preventivi e dei conti consuntivi da parte delle autorità preposte.
Alla legge del 1862 succede quella del 1910, che attribuisce alle Camere la denominazione di Camere di commercio e industria e aggiunge due compiti a quelli originari: la raccolta e la revisione periodica degli usi e delle consuetudini e listituzione del Registro ditte, con lobbligo della denuncia da parte di chiunque esercitasse, sia individualmente sia in società con altri, attività commerciali o industriali. Si manifesta inoltre anche unattenzione sempre maggiore allamministrazione dellEnte, allidentificazione del suo patrimonio e allorganizzazione del personale, che rimandano ad un consolidarsi e rafforzarsi della struttura organizzativa.
La successiva norma legislativa, promulgata nel 1924, provvede a definire le Camere «enti pubblici» ed attribuisce loro ulteriori funzioni, quali lespletamento delle indagini statistiche, la ricezione dei brevetti, dei modelli di fabbrica e dei marchi, la costituzione di collegi arbitrali per la risoluzione di controversie in materia industriale e commerciale. Lorgano principale delle camere resta, in continuità con i precedenti provvedimenti, il consiglio a cui viene affiancata una giunta camerale, con il compito di esercitare i poteri del consiglio nellintervallo delle sue riunioni periodiche e di adottare i provvedimenti di urgenza. Viene stabilito, inoltre, che ogni camera abbia un segretario e un ufficio di segreteria, sottolineando con maggior vigore, rispetto al dettato normativo del 1862 e del 1910, limportanza di una figura che aveva caratterizzato le camere sin dalle configurazioni di primo Ottocento.
Nel contesto generale dei rivolgimenti politici del Paese anche le Camere di commercio, nel 1926, sono oggetto di trasformazione. Il nuovo provvedimento istituisce i Consigli provinciali delleconomia, le cui circoscrizioni coincidono con i territori delle province. Questi organi collegiali, presieduti dai prefetti, vengono articolati in sezioni e risultano composti in parte da rappresentanti delle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori -nominati dal prefetto su designazione delle associazioni medesime- e in parte dai capi degli uffici locali statali aventi competenza, in qualità di membri di diritto, in materia economica e sociale. Inoltre è prevista la possibilità di istituire Commissioni permanenti per la trattazione di singole materie di carattere tecnico o per lamministrazione di aziende, gestioni o servizi speciali.
Oltre al presidente e al vice presidente -nominato dal Ministro-, viene istituito il Comitato di Presidenza, formato dai presidenti e dai vicepresidenti delle quattro sezioni in cui si presenta articolato lorganismo napoletano (Agricola, industriale, commerciale e marittima). I Consigli assorbono i patrimoni ed il personale delle Camere di commercio.
Fra le nuove attribuzioni demandate ai Consigli -rappresentativi degli interessi delle attività produttive delle rispettive province e tendenti ad assicurarne e a promuoverne il coordinamento e lo sviluppo in armonia con gli interessi generali ed economici della nazione- spicca, per la funzione prettamente politica, il coordinamento delle attività dei vari organismi operanti in campo economico e sociale.
Accanto ai Consigli provinciali delleconomia e a questi strettamente connessi vengono, dopo poco più di un anno, istituiti gli Uffici provinciali dellEconomia, uffici di Stato periferici del Ministero delleconomia nazionale, che funzionano da segreteria dei Consigli.
Agli uffici provinciali delleconomia, oltre la Segreteria dei Consigli vengono attribuiti compiti che erano già stati delle Camere di commercio e industria, quali la tenuta del Registro ditte, il rilascio dei certificati dorigine delle merci e delle carte di legittimazione per viaggiatori di commercio, la ricezione delle domande per disegni e modelli di fabbrica e di marchi, la compilazione delle mercuriali e dei listini dei prezzi. Anche la funzione di osservatori del movimento economico provinciale e la connessa raccolta di notizie e di dati statistici, come pure lesecuzione degli atti e dei provvedimenti ministeriali, sono di competenza degli Uffici provinciali delleconomia, i quali, anche se teoricamente distinti dai Consigli, svolgono in pratica anche attività commiste a quelle dei consigli stessi.
Successivamente la denominazione originaria degli enti viene modificata in Consigli ed Uffici provinciali delleconomia corporativa e si provvede ad attuare un progressivo adattamento di tali organismi alla realtà politica e sociale del momento. I Consigli e gli Uffici provinciali delleconomia corporativa mutano, ancora una volta, la denominazione in Consigli e Uffici provinciali delle corporazioni; per poi essere soppressi nel 1944.
Caduto il fascismo e sciolti gli organi corporativi, viene ricostituita, in ogni capoluogo di provincia, la Camera di Commercio Industria ed Agricoltura, con il compito di coordinare e rappresentare gli interessi commerciali, industriali ed agricoli della provincia, in attesa di una legge organica che si riteneva imminente ma che, nei fatti, è stata emanata soltanto nel 1993.